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Cappella delle donne

cappellaDomenica 24 Febbraio 2013 ore 14.30
Abbazia di Chiaravalle, Milano
Visita guidata alla "Cappella delle donne", solitamente chiusa al pubblico. Per informazioni e prenotazioni scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La cappella di S. Bernardo fu costruita nel 1412 per volere dall’abate Antonio Fontana e destinata alle donne che secondo la regola dei cistercensi non potevano recarsi nella chiesa dell’abbazia eccetto che nel giorno della festa della Dedicazione e suo ottavario. La cappella era accessibile direttamente dalla strada attraverso la porta ancora oggi esistente ance se di misure differenti, sormontata anticamente da un oculo poi tamponato. Adibito a spezieria alla metà del 1700, alla fine dell’800 verrà assegnato al custode per abitazione e soppalcato. A tale periodo risale il danno nella parte centrale del dipinto raffigurante Cristo davanti a Pilato.  Il piccolo oratorio ha rivelato in anni recenti una ricca decorazione d’affreschi quattrocenteschi. Di quest’epoca pochissime tracce si sono conservate nel monastero e nella chiesa abbaziale.

 

I dipinti raffigurano:
Cristo davanti a Pilato
Sulla parete nord est è stato affrescato un dipinto di notevoli dimensioni raffigurante Cristo davanti a Pilato. L’opera è stata attribuita da Germano Mulazzani a J. Bosch nel 1988 all’epoca del suo scoprimento, e datata verso il 1499.  Nel 2005, Maria Teresa Donati la collocò tra la fine del ‘400 e gli inizi del ‘500 e la ascrisse “ad un notevole artista fiammingo o a un lombardo non ignaro della cultura fiamminga”.  Più recentemente, 2006 il critico Frederic Elsig attribuisce il dipinto murale ad Hans Witz 1490- 1561) pittore originario di Eichstätt, in Baviera, ma attivo in Savoia. Il dipinto gli è stato assegnato sulla scorta di una lettera del vescovo di Como Branda Castiglione a Galeazzo Maria Sforza in cui si cita un «magistro Zohanni de Savii depintore de Savoya» attivo nel ducato di Milano.
Accanto due riquadri raffiguranti: Adorazione dei Magi e tre Santi racchiusi in un'unica cornice floreale di gusto miniaturistico. I Magi sono vestiti con eleganti abiti che usavano i gentiluomini del ‘400. Giuseppe e Maria indossano tuniche coperte da manti preziosi. Quello della Vergine è delimitato da una linea sinuosa che forma il motivo a gocce della pittura tardo gotica.
I tre Magi rappresentano le tre età dell’uomo: giovinezza, maturità, vecchiaia.
Il primo, quello più anziano, ha già deposto la corona ai piedi del Bambino e si è inginocchiato per ricevere la benedizione, il suo dono è nelle mani di Giuseppe; il secondo, di età matura, barbuto, indica la stella che li ha guidati alla capanna; il terzo, giovane, tiene in mano un’ampolla d’oro da donare e sembra perplesso circa gli accadimenti.
Al ciclo, databile intorno alla metà del Quattrocento, appartengono anche S. Donato e il San Michele Arcangelo.
I dipinti della zona presbiteriale dove compaiono un ciborio con elaborato motivo vegetale e due figure angeliche che suonano la tromba sono da collocarsi alla prima metà del secolo.
Sulla volta, che reca in chiave lo stemma scolpito del committente, si nota una raffinata decorazione  a squame policrome circondata da un motivo ornamentale a piccoli fiori.
Alcuni dipinti sono stati recentemente restaurati a cura della SBAP di Milano. Gli interventi devono essere completati.

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